MONUMENTO  NATURALE  PUNTA  GROSSA
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PUNTA GROSSA - MONUMENTO NATURALE
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MONUMENTO  NATURALE  PUNTA  GROSSA

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IL  MONUMENTO  NATURALE  DI  PUNTA  GROSSA

Come gli altri promontori della costa slovena anche quello di Punta Grossa si protende in direzione nord-ovest nel Golfo di Trieste. La sua parte apicale, ampia e piana, si innalza verso est innestandosi al versante del colle di S. Giorgio ( 107 m) e raggiunge, alla radice del promontorio, i 60 - 70 m s.l.m. Ad ovest, dalla parte del mare, e costituito da una falesia a strapiombo ai piedi della quale si e formata una stretta terrazza abrasiva. L'abrasione, il frantumarsi delle pareti flyschoidi e il dilavamento delle rocce frantumate sono i fenomeni geomorfologici principali che danno forma alla falesia, impediscono la sua copertura vegetativa e la mantengono "in vita". Conseguenza di questi processi e anche lo spostamento della falesia verso la terraferma, il che lungo la costa slovena avviene ad una velocità di 1 - 2 cm all'anno.
La zona protetta abbraccia all'incirca 800 m di costa al limite occidentale del promontorio e comprende il ciglio e le pareti della falesia, la terrazza abrasiva e 200 m di fascia marina. Le pareti a strapiombo raggiungono un'altezza tra gli 11 e i 21m ed hanno, a seconda dell'esposizione, anche una diversa fisionomia geomorfologica e vegetativa e un'altro grado di attività. I segni di questa attività sono piu evidenti nella punta, la parte piu esposta del promontorio, come risultato di una piu marcata azione quotidiana del moto ondoso e dei conseguenti processi di abrasione. Per via della struttura geologica risultano nudi anche alcuni tratti delle pareti sud-occidentali della falesia. Qui, tra due strati di arenaria compare anche uno strato di marna, spesso alcuni metri, sottoposto ad un intenso processo di sfaldamento. Un fenomeno simile di pareti flyschoidi nude si incontra localmente anche sulla costa nord e nord-occidentale della penisola, la dove I'azione del mare, accanto a strati flyschoidi spezzati e spostati verticalmente, ha creato anche un lungo e profondo incavo orizzontale. Per il resto le pareti della falesia, dove la pendenza lo consente. risultano coperte da piante mediterranee tra cui spiccano la ginestra (Spartium juniceum) ed il dondolino (Coronilla emeroides). 
Sul ciglio superiore si incontra una fitta vegetazione costituita da alberi e cespugli. Tra i primi soprattutto il pino (Pinnus halapensis e P. nigra), frequenti anche il rovere lanoso (Quercus pubescens), il carpino nero (Ostyra carpinifolia), l'orniello (Fraxinus ornus) e la robinia (Ribinia psedoacacia). Tra gli arbusti sono presenti in particolare il rovo (Rubus sp.), la robbia selvatica (Rubia peregrina) ed il dondolino. 
Una situazione particolare si rileva invece sul ciglio all estremo limite nord-occidentale della zona protetta dove e praticamente prevalente la quercia. E in quanto a superficie piuttosto modesto, e costituito infatti soltanto da una cinquantina di alberi, ma alcuni hanno dimensioni ed età notevoli. 
La struttura della terrazza abrasiva ai piedi della falesia e in gran parte unitaria. La terrazza e stretta e vi sono adagiati piccoli blocchi spezzati di arenaria. Da questa struttura si differenzia in parte soltanto il lato nord della penisola, dove la terrazza e costituita esclusivamente da ghiaia marina. Sotto la superficie si puo pero osservare il suggestivo andamento delle formazioni rocciose che piegano verso ovest e indicano la direzione in cui il promontorio si sta spostando per via dell'azione delle onde. A causa della posizione delle accennate formazioni flyschoidi per i primi 100 m la pendenza del fondale e molto lieve mentre piu avanti risulta piu accentuata. La poca profondità permette un'illuminazione intensa del fondale e quindi un buon sviluppo delle alghe cui si associa, nelle fasce sabbiose tra le rocce, anche la cimodocea (Cymodocea nodosa). Per quanto riguarda gli esemplari piu caratteristici della ricca fauna presente nella zona vanno ricordati: la verongia (Verongia aerophoba), I'anemone di mare (Anemonia sulcata), l'ostrica (Ostrea edulis), il mitilo (Mytilus galloprovincialis), la pinna (Pinna nobilis), il murice (Murex truncatus), la torretta comune (Cerinthium vulgata), il riccio di mare (Paracetrolus lividus), l'oloturia (Holoturia sp.) e il piccolo granchio di mare (Maia verrucosa).

testo: Robert Turk 
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Rinovato 21. Settembre 1999 da: Stanko Ivancic - HisTer
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