LE
SALINE NEL CORSO DEI SECOLI
Ancora
agli inizi di questo secolo la pur breve fascia costiera dell'Istria
slovena, lunga soltanto 46,6 km, era disseminata di saline. Le
piu importanti si trovavano nella zona di Pirano di cui oggi rimangono
soltanto quelle minuscole di Strugnano e quelle molto piu ampie
di Sicciole - ca. 850 ha - alla foce del fiume Dragogna. I primi
dati sulle saline, di cui ignoriamo l'epoca dell'impianto, compaiono
nello statuto di Pirano della seconda meta del XIII secolo. Nel
corso dei secoli vissero epoche di fioritura e di regresso, collegate
ai muramenti politici e sociali e al cambiamento dei governanti:
la Repubblica di Venezia, gli imperi francese ed austriaco, lo
stato italiano, la Jugoslavia e lo stato Sloveno. L'estensione
e lo sviluppo tecnologico delle saline sono stati contraddistinti
da alcuni momenti fondamentali, l'ultimo certamente alla fine
degli anni '60, quando nella parte meridionale delle saline di
Sicciole, chiamata Fontanigge, e stata interrotta la produzione.
L'area abbandonata e stata trasformata dalla natura in diversi
biotopi, piu o meno salati, che si intrecciano e si integrano
in un ecosistema unitario. 
IL
MUSEO DELLE SALINE
Lungo
il canale Giassi, nella zona delle saline abbandonate di Fontanigge,
negli ultimi dieci anni e sorto un complesso museale costituito
da due case di salinai con i rispettivi fondi saliferi e dal canale
Giassi, un tempo navigabile, il canale principale da cui affluisce
l'acqua di mare. In una delle case e stata collocata una collezione
che illustra l'antica attivita dei salinai mentre nell'altra ci
sono i depositi per il sale e da due stanze e una cucina dall'arredo
molto semplice, che servono sia agli operai che lavorano saltuariamente
sui fondi del museo sia ad attivita pedagigiche e di ricerca.
Il fondo salifero e costituito da diversi bacini di svaporazione
e da altri di cristallizzazione, in cui d'estate viene racolto
il sale.
LA
PENISOLA DI SEZZA - FORMA VIVA
Il
versante meridionale della penisola di Sezza con le sue verdi
terrazze coltivate si integra dal lato paesaggistico con le saline
di Sicciole, un tratto culturale ambientale caratteristico cui
sono abbinati anche elementi del patrimonio culturale: Forma viva
- esposizione di sculture in pietra all'aria aperta - e l'area
archeologica.
IL
PATRIMONIO CULTURALE DELLE SALINE
Per
l'estremo valore naturalistico della fauna e della flora presenti
nella zona, le saline di Sicciole sono state incluse tra le localita
piu importanti della Slovenia per quel che concerne il patrimonio
naturale. Il clima submediterraneo, l'alta concentrazione salina
dell'acqua e l'abbandono della produzione del sale in gran parte
delle salene hanno creato delle particolari condizioni ecologice
in cui possono sopravvivere soltanto gli organismi che si sono
adttati a queste nuove condozioni.
Le
piante che prosperano in terreni salati vengono chiamate alofiti.
Nei canali chisi, dove l'acqua e molto salata e un po piu profonda,
si incontra il fieno di mare (Ruppia maritima) mentre
nei bacini saltuariamente allagati prospera la salicornia
(Salicornia herbacea).
Sugli
argini dei canali e nei bacini abbandonati un poco piu elevati
predominano invece piante dai fiori minuscoli che, come la salicornia,
appartengono alle chenopodiace: l'Arthrocnemum glaucum e l'Arthrocnemum
fruticosum, l'atriplice (Halimone portulacoides),
la sueda (Saueda maritima), la salsola (Salsola
soda) e l'Atriplex tatarica. A queste piante si accompagnia
anche il limonio (Limonium angustifolium) che d'estate
colora i fondi asciutti delle saline con le sue infiorescenze
violette. Sulle sponde sassose dei canali crescono altri due alofiti:
il finocchio marino (Crithmum maritimum) e l'enula
bacicci (Inula crithmoides) dalle infiorescenze gialle.
L'unica zona della Slovenia in cui vive il giacinto romano
(Bellevalia romana) e molto minacciata e in parte gia distrutta
a causa della vicinanza dell'aeroporto. L'importanza botanica
delle saline di Sicciole e comprovata anche dal fatto che in quest'area
prosperano ben 45 specie inserite nella Lista rossa delle piante
minacciate della Slovenia.
Nelle saline di Sicciole vive un numero modesto di vertebrati
di terraferma, alcuni appartenenti a specie caratteristiche del
mediterraneo come il piu piccolo mamifero del mondo, la pachiura
etrusca (Suncus etruscus), la lucertola campestre
(Lacerta sicula) ed il vespertilio di Monticelli
(Myothi blythi), che ha avuto qui il primo riscontro certo
di questa specie in Slovenia. I bacini delle saline, in cui l'acqua
e molto piu salata che in mare, sono l'ambiente in cui vivono
molti animali acquatici tra cui l'artemia (Artemia salina),
alcune conchiglie, diversi policheti ed il piccolo
pesce delle saline, l'Aphianus fascinatus. La grande
quantita di nutrimento facilita lo aviluppo dei pesci appena nati,
che da qui si trasferiscono poi in mare. Le saline di Sicciole
sono una zona eccezionale soprattutto dal punto do vista ornitologico
in quanto gli uccelli grazie al clima caldo e all'abbondanza di
cibo vi trovano condizioni di vita ideali. Nell'area delle saline
sono state osservate oltre 200 specie, mentre 80 vi nidificano,
alcune solo saltuariamente. In primavera e in autunno si fermano
e si riposano grandi stormi di uccelli migratori mentre
sono molte anche le specie che svernano nelle saline. Le coppie
piu rare tra gli uccelli nidificanti sono quelle del cavaliere
d'Italia (Himantopus himantopus), del gabbiano
della varieta Larus cachinnans, del fratino (Charadrius
alexandrinus) della sterna comune (Sterna birundo)
e del fraticello (Strena albifrons). Le saline di
Sicciole sono interessanti anche d'inverno quando vi si fermano
molti gabbiani, anatre, oche, calidre
(Calidris sp.), piro-piro (Tringa sp.) ed
alcuni rapaci, soprattutto albanelle (Circus
sp.). Tra gli aironi si notano piu spesso la garzetta
(Egretta garzetta) - che e anche il simbolo del Parco naturale
delle saline di Sicciole -, l'airone cinerino (Ardea
cinerea), l'airone purpureo (Ardea purpurea)
e la sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides).
LE
SALINE OGGI
L'area
delle saline di Sicciole e della penisola di Sezza per via del
suo ricchissimo patrimonio naturale e culturale e stata proclamata
Parco naturale delle saline di Sicciole nel 1989 mediante
un decreto del Comune di Pirano,
,
che ha voluto in tal modo conservare anche le saline come un tipico
elemento morfologico del paesaggio culturale della costa slovena
dell'Istria. All'interno del Parco la zona delle saline e stata
poi ulteriormente protetta e dichiarata monumento etnografico
e tecnico vista la ricchezza del suo patrimonio architettonico,
tecnico, tecnologico, etnografico e linguistico. Quatro aree minori
- Ob rudniku (Alla miniera), Strojbe (Stroiba), Stare soline (Saline
vecchie) e Curto-Picchetto - sono state proclamate riserve
naturali per tutelarne le peculiarita naturalistiche e conservare
il complesso e delicato ecosistema delle saline.
LE
SALINE DI SICCIOLE - UNA LOCALITA RAMSAR
QUALE
UNICA ZONA UMIDA DELLA SLOVENIA, NEL 1993 LE SALINE DI SICCIOLE
SONO STATE INCLUSE NELL'ELENCO DELLE LOCALITA RAMSAR PER IL LORO
ECCEZIONALE VALORE PAESISTICO ED ECOLOGICO.
Nell'ambito
dell'UNESCO nel febbraio del 1971 e stata accolta la Convenzione
Internazionale di Ramsar (dal nome della citta iraniana) che definisce
le zone umide di rilevanza internazionale, soprattutto come habitat
dell'avifauna. Questa convenzione sulla tutela e un utilizzo acurato
delle acque interne, sottoscritta sinora da oltre 100 Paesi, ha
lo scopo di impedire l'ulteriore distruzione delle zone umide.
Le saline sono tra le zone umide piu minacciate del Mediterraneo.
Gli interventi atropici in questo ultimo secolo non hanno tenuto
conto delle esigenze di questi ambienti naturali. Questo pittoresco
elemento del paesaggio mediterraneo, che con la sua importanza
strategica e la sua tradizione culturale ha contribuito alla formazione
della cultura mediterranea sino ad oggi, sta scomparendo proprio
sotto i nostri occhi. Con esso scompare anche un gran numero di
esemplari viventi legati al particolare ecosistema delle saline
.
REGIME
DI TUTELA
Nell'ambito
dell'UNESCO nel febbraio del 1971 e stata accolta la Convenzione
Internazionale di Ramsar (dal nome della citta iraniana) che definisce
le zone umide di rilevanza internazionale, soprattutto come habitat
dell'avifauna. Questa convenzione sulla tutela e un utilizzo acurato
delle acque interne, sottoscritta sinora da oltre 100 Paesi, ha
lo scopo di impedire l'ulteriore distruzione delle zone umide.
Le saline sono tra le zone umide piu minacciate del Mediterraneo.
Gli interventi atropici in questo ultimo secolo non hanno tenuto
conto delle esigenze di questi ambienti naturali. Questo pittoresco
elemento del paesaggio mediterraneo, che con la sua importanza
strategica e la sua tradizione culturale ha contribuito alla formazione
della cultura mediterranea sino ad oggi, sta scomparendo proprio
sotto i nostri occhi. Con esso scompare anche un gran numero di
esemplari viventi legati al particolare ecosistema delle saline.