LA RISERVA NATURALE DI STRUGNANO
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LA RISERVA NATURALE DI STRUGNANO
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LA  RISERVA  NATURALE  DI STRUGNANO

La riserva naturale di Strugnano e parte del Parco naturale di Strugnano e comprende i 4 chilometri della costa settentrionale della penisola omonima tra la Baia di San Simone e quella di Strugnano e la relativa fascia marina di 200 metri di larghezza. La riserva copre un'area di 160 ettari ed il rapporto tra terraferma e mare e di 1:2,5.
La parte piu caratteristica della riserva e costituita dalle falesie, che raggiungono anche gli 80 metri d'altezza, formate da teneri strati di flysch modellati e trasformati incessantemente dall'azione del mare, del vento e della pioggia. La falesia di Strugnano e il dirupo Flyschoide costiero piu grande di tutta la costa adriatica. Il flysch e una formazione rocciosa sedimentaria risalente all'eocene. in cui si alternano strati di marna, arenaria e turbidite carbonata. Poichè e una roccia tenera, nella sua parte inferiore e continuamente intaccata dal mare mentre gli agenti atmosferici contribuiscono a sfaldarla ed eroderla negli strati superiori. Come conseguenza si possono osservare interessanti fenomeni geologici e geomorfologici: incavi abrasivi, fessure micro tettoniche, blocchi rocciosi spezzati e strati orizzontali di arenaria che continuano in mare e in alcuni punti creano una specie di selciato naturale proprio al confine tra la terraferma ed il mare. Questi fenomeni sono piu presenti sulle punte di Strugnano e Cane: qui le spesse concrezioni rocciose corrono poco sopra il pelo dell'acqua e quasi parallelamente ad esso, mentre gli strati superiori piu sottili di marna ed arenaria sono ammassati e ripiegati nelle forme piu diverse. Ai piedi della falesia, tra la parete a strapiombo ed il mare, si e creata una caratteristica terrazza ghiaiosa, che in alcuni punti raggiunge la larghezza di 7 metri (Baia di S. Croce) mentre nei piccoli promontori e molto stretta e percorribile soltanto con la bassa marea (Punta Strugnano). 
Sul ciglio della falesia, sia nelle fessure erosive che altrove, la dove la pendenza del terreno lo permette, si e sviluppata una tipica associazione sub mediterranea di caducifoglie - carpino nero e sesleria (Seslerio autumnalis - Ostryetum), ma sono spesso presenti anche la ginestra (Spartium junceum) e la canna comune (Arundo donax). Dal punto di vista botanico e estremamente interessante il pendio di punta Ronco dove, nonostante I'esposizione quasi strettamente settentrionale e il terreno flyschoide, compaiono piante tipiche della macchia mediterranea quali il mirto (Mirtus communis) e il corbezzolo (Arbutus unedo), che ha proprio su Punta Ronco il suo unico habitat autoctono in Slovenia. Nella parte marina della riserva si sono conservati inalterati processi ecologici, biotopi caratteristici e associazioni di piante e varietà animali. Il fondale e dapprima roccioso, poi fangoso, quindi sabbioso e a questo andamento si adeguano anche le due formazioni vegetali principali – le alghe nella parte rocciosa e le praterie di fanerogame sul fondale fangoso.
Nella fascia interessata dalla marea, in tutta la zona considerata, si incontra la quercia di mare (Fucus virsoides), anche se la copertura di alghe e molto sviluppata in particolare davanti a Punta Ronco, dove, a seconda della profondità si susseguono singole associazioni collegate al genere Cystoseira. Il fondo fangoso e sabbioso della Baia di S. Croce e coperto da una prateria di fanerogame (Cymodocea nodosa e Zostera noltii) tra cui regnano singoli asturi (Pinna nobilis) e spirografi (Spirographis spallanzanii). Per diversi motivi molte delle numerose specie animali che popolano la parte marina della riserva naturale sono state dichiarate minacciate. Tra queste, accanto alla pinna. vanno annoverati il corallo (Cladocora caespitosa), il dattero (Lithophaga lithophaga) ed i granchi del genere Maia.
Per le sue caratteristiche geologiche e geomorfologiche, per la varietà dei biotopi e per il fatto che costituisce il tratto di costa inalterata piu lungo di tutto il Golfo di Trieste la riserva naturale di Strugnano e di eccezionale importanza per quanto concerne la tutela del nostro patrimonio naturale ed anche per la conservazione della stabilita ecologica e la diversità biologica in tutto il Golfo.
I visitatori sono gentilmente pregati di non lasciare rifiuti nella riserva naturale!
 

Testo di Robert Turk
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Rinovato 04. Ottobre 1999 da:  Stanko Ivancic - HisTer