MONUMENTO  NATURALE  LA PRATERIA DI POSIDONIA OCEANICA
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MONUMENTO NATURALE LA PRATERIA DELLA POSIDONIA OCEANICA
LA MAPPA DI GIUSTERNA-REX LA PRATERIA DELLA POSIDONIA OCEANICA
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LA PRATERIA DI POSIDONIA OCEANICA
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ZUSTERNA - REX   HABITAT NATURALE DI POSIDONIA OCEANICA
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La prateria di posidonia (Posidonia oceanica L. Del.) nei pressi di Capodistria 

La posidonia (Posidonia oceanica L. Del.) e una delle piante endemiche piu note e nel contempo piu minacciate del Mediterraneo. Non e un'alga, bensí una pianta superiore, costituita da rizoma, foglie, fiori e frutti. A prima vista assomiglia ad un'erba e per questo motivo viene comunemente chiamata "erba marina", il che vale anche per altre tre fanerogame che troviamo nel nostro mare: la Cymodocea nodosa, la Zoostera marina e la Zoostera nana.
La Posidonia e la piu grande tra le fanerogame dell'Adriatico. II suo nome derivato da quello di Poseidone, la piu importante tra le divinità mediterranee - e certamente appropriato, in quanto le sue vaste praterie sottomarine, che si incontrano lungo i litorali sino a circa 40 m di profondità, hanno un ruolo fondamentale nell'ecosistema del bacino mediterraneo. Le praterie di posidonia si trovano per lo piu sui fondali mobili (fangosi e sabbiosi), piu raramente su quelli solidi, rocciosi. I rizomi della posidonia, che hanno la capacità di crescere anche in orizzontale, oltre che in verticale, risultano strettamente intrecciati fra loro e vengono a formare una sorta di doppio fondale, alto anche diversi decimetri, che in certe zone da luogo a imponenti terrazze sottomarine. Al termine di ogni rizoma si trova un ciuffo di foglie, larghe sino ad un centimetro e lunghe anche un metro, il cui numero varia nell corso dell'anno da 5 a 8. Le foglie esterne, piu vecchie, cadono, mentre all'interno del ciuffo crescono quelle nuove.
Le praterie di posidonia sono di importanza fondamentale per l'ecosistema marino, sia nel quanto concerne la produzione di ossigeno e sostanze organiche (circa 20 t/ha/l'anno) sia come ambiente di vita per innumerevoli organismi marini, che nelle praterie trovano il luogo ideale di riparo, alimentazione, riproduzione, ecc. Sulle foglie e sui rizomi vive un gran numero di epifiti che hanno a disposizione uno spazio enorme, se si considera che I'effettiva superficie delle foglie in 1 m2 di prateria si aggira tra i 20 ed i 50 m2. Lungo le coste fangose le praterie di Posidonia attenuano i fenomeni erosivi, infatti il movimento delle foglie rallenta il moto ondoso e di conseguenza I'azione del mare sulla costa. Nonostante tutte queste caratteristiche positive, nel bacino del Mediterraneo si sta assistendo ad una progressiva diminuzione delle praterie dovuta a fattori diversi (la cementificazione delle rive, l'inquinamento, gli effetti deleteri delle reti "a strascico", gli ancoraggi, ecc.) che potrebbe risultare gravemente nociva per I'equilibrio di tutto l'ecosistema marino.
Anche in Slovenia la posidonia e considerata una specie minacciata. L'unica zona in cui e stata individuata e una fascia lunga un chilometro e larga una cinquantina di metri tra Capodistria ed Isola (e precisamente tra Giusterna ed il "Rex"). Questa prateria e anche I'unica nel Golfo di Trieste e lungo tutta la costa istriana. I primi ciuffi di posidonia si incontrano già vicino alla linea di costa, mentre scompaiono intorno ai 4 m di profondità. La prateria non e compatta, ma ha un tipico aspetto "a macchie", cioè numerosi raggruppamenti piu o meno ampi tra i quali, sul fondo sabbioso, prospera la Cymodocea nodosa, mentre sulle rocce vivono varie specie di alghe. Nella prateria vive un numero enorme di diversi organismi marini, tra i quali, per la loro grandezza, sono maggiormente notate le pinne (Pinna nobilis), e poi diverse specie di spugne, granchi (Maia verrucosa, Pagurus sp.), gasteropodi (Murex sp.) e bivalvi (Chlamis varius, Arca noae). La prateria costituisce un importantissimo ecosistema che svolge un ruolo notevole nello scambio di sostanze nel mare, ma soprattutto offre uno spazio vitale, un riparo ed un nascondiglio a numerosi organismi tipici del Golfo di Trieste, contribuendo alla biodiversita del mondo sottomarino e alla conservazione dei suoi processi ecologici.

Testo: Robert Turk
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Rinovato 24. Settembre 1999 da: Stanko Ivancic - HisTer